vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di San Martino Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Castello di San Martino

Il viandante che da Scarmagno o da Perosa sale verso San Martino Canavese si trova di fronte ad una collina di forma singolare, che pare costruita dall'uomo per farne un centro fortificato. Ma avvicinandosi alla collina e notando le sue notevoli dimensioni, si rende conto di trovarsi di fronte a un fenomeno naturale di un certo interesse. Vediamone i particolari:

-la forma tronco-conica della collina morenica origina dal grande ghiacciaio che nell'era quaternaria e fino a 20.000 anni fa circa, discendeva dalla Val d'Aosta;

-la collina è alta 365 metri; sull'apice c'è un pianoro lungo 240 metri e largo, in media, 65 metri. Da questo sito, dove si trovano ancora dei ruderi del castello, delle torri e delle mura del castello e del centro
fortificato di San Martino, si domina la piana che degrada verso Ivrea, verso Scarmagno e verso Strambino;

-a sud della collina, al fondo di una scarpata a strapiombo alta circa 100 metri, scorre il rio Ruy. Oltre il rio ora passa la stra neuva, strada che soltanto dal secolo XIX collega il paese di San Martino a Perosa, Scarmagno e Strambino;

-a ovest della collina, a mezza costa, c'è una strada selciata proveniente da Perosa: si tratta della via petrosa che da Eporedia andava a Macuniacum-Riparolium-Augusta Taurinorum. Questa via di comunicazione, con probabilità pre-romana, sarà importante fino al tardo medioevo.
Su questa collina sono stati rinvenuti, in tempi recenti, reperti ceramici del neolitico, dell'età del bronzo e del ferro, mattoni, embrici e pietre lavorate di epoca romana, frammenti di ceramica di epoca medievale; nel passato è stata inoltre rinvenuta una tavola di marmo con iscrizione funeraria in latino.

Da questi poveri documenti pervenutici dall'uomo del passato (poveri come valore, ma importanti come elementi di studio), possiamo affermare che su questa collina l'uomo è vissuto o ha sostato o si è difeso da invasioni di popoli stranieri, almeno a partire da 5.500 anni fa.

Esponiamo ora tutte le notizie che abbiamo potuto raccogliere sulla forma del castello, delle torri e delle mura dell'area fortificata.

Le mura, poste a difesa dell'area dov'era il castello, erano lunghe m 540 circa; nelle parti a nord, est e ovest ci sono ancora tratti di mura e nei fianchi della collina rilevanti depositi di pietre rotonde, già facenti parte delle mura prima che venissero smantellate.

Il grande pianoro dove c'era il castello era circondato da mura, a difesa dello stesso; questo pianoro, nella parte sud-ovest è a strapiombo sul rio Ruy. Da questo versante, per difendere l'area dall'erosione sono stati costruiti, nel passato, due lunghi terrazzamenti, larghi m. 4 e 2 circa,sostenuti da mura. Le mura di contenimento del pianoro, dove la forza di spinta è maggiore, sono larghe m 2,20.

Nonostante questi grandi lavori, confrontando la mappa attuale con quella del vecchio Catasto di San Martino del 1784, si notano erosioni del pianoro per una larghezza da qualche metro fino a oltre 10 metri.

Le antiche mura, poste a difesa del pianoro, erano larghe da m 1,50-1,20 alla base a m 0,80 nella parte più elevata; di queste mura, come già detto, restano solo più modeste vestigia.

Da cronache del 1500 sappiamo che il castello di San Martino venne assediato, vinto e poi distrutto, nel 1552, da don Ferrante Gonzaga, comandante dell'armata spagnola; questa fortificazione era allora in mano all'esercito francese, in quei tempi in continua guerra contro gli Spagnoli nelle terre del Piemonte.

Di questo importante castello fortificato, distrutto oltre 4 secoli fa, non abbiamo mappe e documenti che ci consentano di presentarne un'immagine; abbiamo perciò ritenuto utile realizzare un rilievo dell'area, appoggiandoci alla mappa del Catasto di San Martino del 1784 e alla mappa attuale, oltre che alle ultime vestigia rimaste del grande centro fortificato.

Allegati