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Il comune di San Martino Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Territorio

Il territorio di San Martino Canavese si trova a 45°23' di latitudine Nord e a 4°39' di longitudine Ovest, ed è situato in un'area che dal confine con il torrente Chiusella sul lato Nord/Est occupa per la maggior parte sugli altipiani e sui versanti collinari dell'anfiteatro morenico di destra della Dora Baltea.

La superficie comunale è pari a 9,77 Kmq (12,95 Kmq fino al 1929, quando comprendeva la frazione San Giovanni), gli abitanti residenti alla data del 31.12.2009 erano 865 con una densità di 88 abitanti per Kmq.

Degno di nota è il fatto che nel periodo medievale San Martino era sede della castellata dei Conti San Martino di San Martino che comprendeva anche Perosa Canavese, Scarmagno e Vialfrè, per cui il territorio era più esteso e gli abitanti molti di più. Questi tre comuni sono poi stati aggregati anche in periodi successivi e, da ultimo, durante il ventennio fascista.

A titolo di curiosità di riportano i dati demografici di San Martino, riferiti alle diverse epoche in cui è stato possibile reperirli:

anno 1263: ab. 500
anno 1571: ab. 877
anno 1652: ab. 1006
anno 1734: ab. 2002
anno 1774: ab. 2444
anno 1848: ab. 2467
anno 1871: ab. 2425
anno 1901: ab. 2002
anno 1936: ab. 1980 (1)
anno 1961: ab. 810
anno 1971: ab. 754
anno 1981: ab. 738
anno 1991: ab. 743
anno 2001: ab. 767
anno 2009: ab. 865
(1) erano compresi anche Perosa e Vialfrè

L'altitudine sul livello del mare varia dalla quota di metri 239 del bassopiano della regione Riale nei pressi del Chiusella alla quota di metri 488 che si registra sulla vetta del monte Riolo, condiviso con Vialfrè.

I corsi d'acqua principali che solcano il territorio -tutti tributari del Chiusella- sono il rio Ruglio che scende da San Martino a Perosa, il torrente Boriana che, generato dalla congiunzione del torrente Vò o Vho (antico Elvo) - effluente della palude ex torbiera,la Peu- con il rio Cerreto, scende a Pranzalito, dal rio Quasse e dalla roggia Perrone che scorrono tra Pranzalito e Perosa.

La monografia "a gl'irtI colli" del Prof. Don Silvio Tapparo ben descrive i differenti macro ambienti naturali del territorio che sono:

La collina a sud-ovest di Silva (tra 400-500 m. s.l.m.)
La depressione intermedia della Peu, costituita dalla ex torbiera sfruttata nell'800, delle dimensioni di circa 2 Km per 1, situata tra San Martino, Silva, San Giovanni e Torre Canavese
L'ampia conca del rio Qua, che scende dalle falde del monte Riolo, verso mezzanotte
La valle trasversale del torrente Ruglio che scende con un meandro dai 400 metri di via Tinetti e via Roma di San Martino verso Perosa
La conca ondulata di Cesare-Gatto tra la regione Rocca e Vialfrè, degradante verso Scarmagno
La Costa Grande, tra San Martino e Gatto, altopiano sul versante Est della morena interna verso Scarmagno
La collina tra San Martino e Pranzalito, verso Perosa, racchiusa dal rio Ruglio e dal Torrente Boriana
Il canalone vallivo trasversale del Boriana, lungo 2 K, da m. 384 a m. 250
La collinetta interna da Pranzalito a San Giovanni, zona di transizione da area morenica ad alluvionale
La fertile pianura irrigua, alluvio-glaciale, alla destra orografica del torrente Chiusella
Oggi, 4,79 Kmq del territorio comunale, circa il 50% del totale, risultano inclusi nel sito di interesse comunitario (SIC) che la Regione ha individuato in attuazione della Direttiva Europea "Habitat" 92/43 CEE.

Tale sito, denominato "Scarmagno-Torre Canavese -morena di destra della Dora Baltea" si estende per una superficie complessiva di 18,76 Kmq e interessa, in diversa misura, il territorio morenico appartenente ai comuni di Agliè, Baldissero Canavese, Castellamonte, Cuceglio, Perosa Canavese, San Martino Canavese, Scarmagno, Torre Canavese e Vialfrè.

La Direttiva Habitat, emanata per conservare la biodiversità negli Stati dell'Unione Europea attraverso la definizione di norme comuni per la conservazione delle piante, degli animali selvatici, è lo strumento ideato per contrastare il degrado degli ambienti naturali e le minacce gravanti su talune specie e si attua attraverso la rete "Natura 2000".

Il sito che ci riguarda è stato individuato in relazione alla presenza di zone umide formatesi nei periodi glaciali e post glaciali caratterizzate dalla presenza di boschi naturali di ontano nero, pioppo bianco, querceti, castagneti, di prati da sfalcio, di flora come il rododendro e il cerro, di particolari specie di fauna come il ramarro, la lucertola, la rana, l'orbettino, la salamandra, il rospo, i coleotteri.